THE LONG BLACK VEIL

La storia è semplice, ma i contorni, I dettagli…sono quelli che fanno la differenza. Come nei film di Tarantino.

Eh Johnny Cash, Johnny Cash…uno di quelli che potrebbe leggerti tutta la costituzione. E tu resteresti ad ascoltarlo a bocca aperta.

Uno che canta storie, potrebbe dire mio nonno, storie del suo tempo.

Ma i dettagli fanno la differenza, anche qui. E quando “canta le storie” Johnny Cash, di colpo appaiono nitidi i personaggi, gli ambienti e le psicologie che muovono la scena.

Long Black Veil è probabilmente una delle più riuscite. Bella e solenne, con la voce di Johnny Cash profonda, (profondissima) e la chitarra acustica quasi a sussurrare, a seguire :

“Cammina lungo queste colline in un lungo velo nero

Visita la mia tomba quando i venti di notte piangono

Nessuno sa, nessuno vede

Nessuno lo sa, tranne me”.

Sottili psicologie muovono la trama di questo racconto, senza pietà, con una freddezza simile a quella di un serial killer, quasi come se la prosa non fosse nemmeno in prima persona.

Ed è proprio tra questi versi e ritornelli che Cash sbalordisce. Nella sua semplice costruzione, nelle sue poche parole, disegna una storia d’amore impossibile, fatta di emozioni condivise in silenzio.

Ascoltate gente, ascoltate. E poi riascoltate.
Vi piacerà.

 


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