PREFABBRICATO

I prefabbricati mi danno sicurezza.

Quando attraverso una zona industriale o artigianale, avverto sempre un certo senso di tranquillità.

Fanno schifo, lo so, ma non posso fare altrimenti; ci sono cresciuto.

Da piccolo abitavo con i miei genitori in una lunga casa bianca, con 2 grandi cortili, uno di fronte e l’altro nel retro.

Intorno, le case di alcuni parenti. Ed i prefabbricati.

Sentivo le sirene alle 8 della mattina ed alle 5 del pomeriggio, che dettavano il turno di lavoro.

Un pò più grande poi, ricordo gli operai del prefabbricato vicino, che passavano a chiamarmi durante la pausa pranzo per giocare a pallacanestro con loro. Glie ne mancava sempre uno.

Avevamo trovato perfino un piccolo passaggio nella rete divisoria, per farmi arrivare più velocemente ed evitare di fare tutto il giro. Che spettacolo…

Anche per raggiungere i miei amici passavo in mezzo ad “una gola” di prefabbricati.

Prendevo la mia due ruote e pedalavo in mezzo a questi immensi spazi grigi, fatti di cemento, qualche alberello nel parcheggio, tute blu e scarpe antinfortunistiche che si muovevano avanti ed indietro alla velocità della luce, come tante formiche indaffarate.

A volte mi capita tutt’ora di raggiungere i miei vecchi amici in bicicletta, solo per rivivere quei luoghi.

Ricordo ancora il contrasto di colori con i cieli azzurri che apparivano in mezzo a questi mostri architettonici. Il calore che emanavano, rincuorante quando passavo di inverno, letale d’estate.

E poi la sera non girava anima viva nei dintorni e quindi se tornavo a casa allegro, cantavo, se ero triste piangevo e perso nei miei pensieri, guidavo la bici in mezzo alla strada senza usare le mani. Tanto non poteva vedermi nessuno.

Eppure è strano ripassarci adesso che sono adulto… è strano riprovare comunque le stesse sensazioni, o almeno ricordarle così nitide.

E lo stesso mi succede con la musica, ascoltando “Thirty-three” degli Smashing Pumpkins, colonna sonora della gioventù. Ogni volta è un piccolo viaggio nel tempo.

Sono sicuro che anche tu hai la tua canzone “Ritorno al futuro” e capisci cosa voglio dire.

E mentre salgo le scale di marmo di casa dei miei genitori, entro in cucina, trovo la mamma che cuce la gonna sul tavolo, con la finestra aperta, all’ombra dei tendoni, con tutta la calma “zen” che l’ha sempre contraddistinta.

Il babbo è sul divano e ogni tanto brontola di fronte alla TV.

Qualche anno fa lavorava e brontolava con me, che ne combinavo una al giorno; ma bastavano due battute per farlo sorridere. Per fortuna, va ancora così.

La mia camera è rimasta più o meno come l’avevo lasciata.

C’è il poster di Bob Marley, quello dei Nirvana, la foto di mio fratello e quelle delle cazzate con gli amici. Il vecchio letto ad una sola piazza (che ormai pare minuscolo) e l’immancabile stereo.

Ma soprattutto quella luce gialla, “patinata” che entra dalle ante della finestra, come se fossi in un sogno già passato, già vissuto.

“Davide è pronto!”

Spengo lo stereo, guardo fuori dalla finestra.

Prefabbricati. In fondo, non è cambiato poi tanto.

Vai alla Playlist “Prefabbricato”


SMASHING PUMPKINS – THIRTY THREE : Con quel sapore agrodolce che solo la voce di Billy Corgan riesce ad esprimere.

Con quei ritmi letali e le distorsioni “grasse” degli amplificatori Marshall e subito dopo con il suono leggero delle chitarre acustiche ed il miele sul palato.

Thirty-three è sempre stata una delle più belle, forse per il suo carattere positivo. Leggera e autunnale, suona come un carillon di immagini che danzano sui ricordi e risulta ancora uno dei pezzi che meglio incarnano lo spirito generale che pervade l’album Mellon Collie & the infinite sadness.

Al tempo gli Smashing stavano avendo un gran successo ed era un periodo di grazia per Corgan e soci.

Il titolo della canzone si dice che derivi dalla lettura delle carte che un compagno chiromante, fece a Corgan una sera, dicendo che la sua vita sarebbe cambiata dai 33 anni. Prima, solo ricordi.

Come succede un po’ a tutti del resto.

Vai alla Playlist “Prefabbricato”


SMASHING PUMPKINS

THE SMASHING PUMPKINS – MELLON COLLIE AND THE INFINITE SADNESS : Bissare con un altro capolavoro, dopo quel Siamese Dream pubblicato solo 2 anni prima è quasi impossibile.

Ma Billy Corgan non era un personaggio convenzionale alle regole del music business e stupì di nuovo tutti con un uscita mostruosa : doppio, album, 28 canzoni, più di due ore di musica.

Mellon collie and the infinite sadness è il “The Wall” delle nuove generazioni. E’ l’album con cui tantissimi adolescenti cresceranno nel corso degli anni ’90, facendo proprio l’urlo rabbioso e le chitarre pesanti di “Bullet with butterfly wings” e “Zero”, cazzeggiando in giro con gli amici sulle note di “1979”, innamorandosi con “Tonight, Tonight”.

E in questo incredibile tripudio di canzoni, scorrono quasi 50 anni di musica, dal rock al folk al jazz (!!), al metal, alla musica classica.

Un vero viaggio fantastico.


LETTURA : IRVINE WELSH – COLLA

Meraviglioso romanzo di Welsh, Colla racconta la storia di quattro amici che crescono insieme nella “crudezza” delle periferie Scozzesi.

Nel corso degli anni, i 4 ragazzi vivranno insieme una serie di esperienze che li porteranno a passare dalla spensierata gioventù, all’età adulta, senza però dimenticarsi chi erano e l’amicizia che li lega.

Sempre uniti, come colla.

Un grazie speciale all’amico che mi ha regalato questo libro (non poteva essere altrimenti).


PELLICOLA : GREG MOTTOLA – ADVENTURELAND

Un film visto per caso, che non credo assolutamente si possa definire un capolavoro, ma che sembrava fatto apposta per la mia generazione; per chi era adolescente negli anni 90.

Scorre come una delle tanti estati che possiamo aver vissuto, tra amori impossibili e futuro incerto; racconta la storia di uno studente, che accetta un lavoro estivo in un parco divertimenti (appunto Adventureland)  e lì intreccerà la sua storia con quella di altri ragazzi come lui.

Ciò che inizierà come un obbligo noioso, si dimostrerà invece un esperienza fondamentale.


Ti è piaciuto il post? Condividilo e seguimi su Spotify, Facebook, Twitter…A te un click non costa nulla, a me invece fa molto piacere sapere che hai apprezzato; vado in brodo di giuggiole 😉

Grazie amico mio.